Riscoprire la bontà

 

 

E’ soprattutto   Luca che in diversi passi dei primi capitoli del suo vangelo è preoccupato di dare precise coordinate storiche: chi in quel tempo  era l’imperatore, chi il re,  chi era sommo sacerdote… In questo modo il terzo evangelista vuole dirci che quanto sta raccontando di Gesù  non è un mito o una favola, bensì una storia reale. Ma interpreto questa precisione anche come l’invito  a vivere sempre la fede calandoci nel momento storico concreto:  Dio è entrato nella storia,  ma non solo nella storia di tanti secoli fa.  Dio vuole sempre,  in ogni epoca incarnarsi e dare un senso alla nostra vita non in modo astratto,  ma nel contesto concreto di ogni persona, di ogni popolo. E in quale  contesto si incarna oggi il messaggio di Betlemme? Leggo su un quotidiano: “Delusione, rancore e cattiveria. Questi i sentimenti che animano gli italiani secondo il 52esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese. Un “sovranismo psichico” prima che politico – si legge nel testo – ha incattivito i cittadini delusi dallo “sfiorire della ripresa” e dall’attesa, vana, di un cambiamento miracoloso…. Il disagio, si legge nel report, “assume i profili paranoici della caccia al capro espiatorio, quando la cattiveria, dopo e oltre il rancore, diventa la leva cinica di un presunto riscatto “.  Parole  preoccupanti,  ma non così sorprendenti, perché non solo in molti programmi televisivi e sui social media, ma anche in  tante battute della gente ogni giorno  percepiamo questo clima “incattivito”. Se questo è vero, chi è cristiano non può rimanere indifferente o, peggio, incrementare questi atteggiamenti in modo superficiale  e inconsapevole.  Seminare sfiducia e cinismo sarebbe per un cristiano un peccato grave. Il Natale ci chiede con urgenza di contrastare  questo clima. Dobbiamo riscoprire la bontà, non intesa come vaga miscela di sentimenti dolciastri,  ma come atteggiamento profondo e consapevole, che nasce dalla fede in un Dio che, nonostante le nostre  resistenze e i nostri peccati, ha voluto abitare la nostra umanità. “Bontà significa  che uno è ben disposto verso la vita. Tutte le volte che s’incontra in qualcosa che vive, la sua reazione prima non è quella di criticare  e di diffidare, ma di apprezzare, di favorire, di aiutare affinché cresca”.(Romano Guardini). Tutte le volte vuol dire che in ogni occasione, in ogni sguardo, in ogni discorso, in ogni gesto siamo chiamati a seminare il bene.

 

don Marco