Attività estiva

 

 

Buongiorno.

Inizio a scrivervi gli orientamenti dei nostri oratori per l’estate, sapendo che potrò essere preciso fino in fondo solo tra qualche giorno.

Due rapide premesse:

  1. l’attività estiva dell’oratorio garantiva la custodia dei bambini e ragazzi per tutta la giornata; si avvaleva di uscite ed attività diverse; permetteva lo sviluppo delle amicizie anche attraverso molti momenti informali, di cosiddetto “gioco libero” (sotto la vigilanza di adulti ed animatori distribuiti negli ambienti) con molti interscambi; era fondata su alcune presenze fisse, ma anche su aiuti volontari di molti adulti che si rendevano disponibili anche solo per alcuni momenti specifici della giornata; valorizzava le capacità e il protagonismo degli adolescenti (a volte anche aggregando qualcuno meno motivato, ma che poteva fare qualcosa per i piccoli) che creavano il clima dell’oratorio: molti bambini sognano di poter diventare animatori. Tutto questo lo chiamiamo Oratorio Estivo.
  2. quest’anno abbiamo vissuto una tragedia da quasi 35.000 morti in Italia e siamo preoccupati, perché non vogliamo ricaderci, per cui dobbiamo accettare che questa estate sia diversa. Non voglio spendere parole ulteriore sul livello di responsabilità personale che stiamo dimostrando, né sulla bontà delle misure di legge, né su quanto si sta chiedendo ai bambini. Se vogliamo fare una attività estiva, dobbiamo seguire le norme. E queste norme non sono pensate per il modello oratorio descritto sopra.

Quindi, come comunità, preti e volontari, ci siamo chiesti cosa sarebbe stato meglio fare per non tirarci indietro, avendo noi comunque degli spazi e delle risorse.

La legge impone:

–      di creare dei gruppi fissi, tendenzialmente per la durata della proposta, sicuramente per la durata del turno settimanale. Con fissi si intende che nella proporzione indicata (fino a 7 bambini delle elementari e fino a 10 ragazzi delle medie per gruppo) il gruppo non può variare; ogni gruppo è affidato ad un adulto (debitamente istruito sulle norme sanitarie) che deve rimanere legato al proprio gruppo; si possono aggiungere animatori di 16 o 17 anni come aiuto complementare, ma anch’essi legati al gruppo.

–       all’interno del gruppo si devono comunque portare le mascherine, si devono tenere i distanziamenti (quindi non si possono fare giochi che facciano avvicinare frequentemente), si possono usare giochi o giocattoli. Non si devono mai far incrociare gruppi diversi. Risulta evidente che: non si possono fare le partite a pallone o giochi che prevedono contatti frequenti o un numero “elevato di giocatori”; non ci può essere il tempo libero in cui girare per l’oratorio e giocare con chi si incontra, né si può andare con il proprio amico a sedersi dove si vuole. Si dovranno favorire giochi di movimento più individuali anche con il pallone (staffette, giochi in cui si lancia la palla, calcio o basket limitandosi ai tiri in porta o a canestro, ecc.) o attività laboratoriali in cui sia possibile stare a una certa distanza (musica, ballo, lavoretti vari, attività espressive e di racconto, quiz, ecc.).

–       bisogna favorire gli spazi all’aperto, garantire l’ombra, avere spazi adeguati al chiuso o comunque coperti in caso di brutto tempo (salvo dover annullare l’attività anche quando solo minaccia pioggia).

–      si devono tenere una serie di procedure sanitarie, registri presenze, corsi di formazione, documenti e certificazioni varie. Mi limito a segnalare che all’ingresso gli utenti devono essere accompagnati poiché si deve fare una sorta di triage, con la dichiarazione dell’adulto circa i sintomi da virus; si deve misurare la temperatura. Quindi l’orario di ingresso sarà preciso e il bambino o il ragazzo deve essere preso subito in consegna dal suo operatore di riferimento. Si deve presentare un progetto in Comune abbastanza dettagliato su ciò che si prevede fare e si deve attendere l’approvazione.

In queste condizioni ci è sembrato percorribile organizzarci su due turni giornalieri (o si viene al mattino o si viene al pomeriggio) scaglionando le età degli utenti (i gruppi devono essere il più possibile omogenei, per legge ma anche per il divertimento dei ragazzi). Siamo consapevoli che questo garantisce la socialità dei bambini e ragazzi che possono stare con i coetanei almeno per mezza giornata; permette di prendere il doppio dei bambini e ragazzi rispetto alla proposta a giornata intera; permette di pensare delle attività attraenti che possano impegnare il gruppo per circa 3 ore; permette di avere la possibilità di qualche volontario che garantisca la mezza giornata per la durata di tutto il turno (anche se dovremo prevedere delle figure stipendiate per arrivare a coprire il fabbisogno di adulti con continuità); permette di garantire solo mezza giornata me per tutta la settimana (e non solo alcuni giorni a settimana come fanno alcuni centri); tuttavia non garantisce la custodia giornaliera per le famiglie in cui i genitori lavorano a tempo pieno; non copre il momento del pasto.

Facendo due conti sugli spazi aperti, con ombra e sugli spazi al chiuso nelle nostre strutture (san Biagio oratorio, san Biagio scuola, san Pio X e santa Gemma) potremo prendere tra i 5 e gli 8 gruppi a turno per luogo, cioè circa una sessantina di bambini (ogni mezza giornata in ogni luogo). Su questi numeri bisognerà dividere anche le spese del personale non volontario, dei disinfettanti, dei termometri, delle pulizie approfondite al termine di ogni giornata (sperando di avere dei volontari a turno per quelle più semplici a ogni rotazione di gruppo sui materiali, tavoli e sedie, sui bagni). Anche per questo avere più utenti (pur per meno tempo) permette di contenere di più i costi.

Visti i tempi molto stretti cercheremo di iniziare le attività il 22 giugno (forse il 29) e di arrivare fino al 17 di luglio, quindi 4 settimane. Nei prossimi giorni vi manderò le indicazioni più precise su orari delle turnazioni, tematica della proposta e modalità di iscrizione (purtroppo i tempi saranno ristretti). Visto i numeri ridotti a disposizione iniziamo a rivolgere la proposta ai bambini dalla seconda elementare alla terza media concluse, legati per territorio e partecipazione alle nostre parrocchie.

Questo è ciò che posso dire per ora e vi invito a ragionare bene sulla nostra proposta con le condizioni che ci sono imposte. Pensiamo di poter dare qualcosa di bello e di aiutare i ragazzi a poter ricominciare a stare insieme. Tuttavia non voglio illudervi e vi chiedo di valutare bene ciò che viene offerto anche pensando a come sono i vostri figli.

Mi scuso della lunghezza, ma l’argomento è complesso.

Se qualcuno può offrire del tempo ce lo segnali: quest’anno servono molti adulti anche per tante piccole attenzioni.

Con stima e cordialità

don Alessandro con don Umberto, don Guido e don Roberto; Franco e i volontari degli oratori

 

Ulteriori informazioni si potranno avere nei prossimi giorni:
  • tramite mail spedite ai genitori dei ragazzi che frequentano i gruppi del catechismo
  • amico in famiglia
  • telefonando alle persone e ai numeri che vi comunicheremo nei giorni e orari indicati
  • sul sito della comunità pastorale Ascensione del Signore