La scelta della scuola per i figli

In questo mese, chi ha figli che intraprendono un nuovo tratto di scuola,  deve provvedere all’iscrizione per il prossimo anno. Riportiamo la riflessione pubblicata in prima pagina dell’Amico in Famiglia domenica 10 gennaio che invita a riflettere sulla scuola e sulla realtà della Scuola Parrocchiale san Biagio che è parte integrante della tradizione della nostra Comunità Pastorale.

Come si fa a portare avanti una tradizione senza che diventi sinonimo di immobilismo e fissità? La risposta è semplice: tenendola viva, al passo coi tempi. Ma, come sappiamo, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!

Su molti fronti della tradizione ecclesiale c’è un acceso dibattito tra chi vorrebbe rinnovare (con la tentazione di abbandonare completamente le prassi appesantite e ritenute non più adeguate) e chi vorrebbe ribadire e rinvigorire le pratiche che hanno caratterizzato l’agire virtuoso di qualche decennio fa (con la tentazione di essere nostalgici e la convinzione che basterebbe essere più convincenti nel proporre le cose di sempre). Si provi a pensare ad esempio all’ambito della liturgia, la Messa; alla pastorale legata al territorio in cui si abita, la parrocchia; al modo di parlare della fede ai giovani, l’oratorio: cosa è tradizione preziosa da difendere e cosa è retaggio antico da abbandonare?

Nella nostra Comunità (e anche nella nostra città) c’è un ambito di lunga tradizione che ci viene consegnato e che ritengo non vada assolutamente smarrito: la scelta di educare ad uno sguardo cristiano sul mondo attraverso la scuola. La Scuola san Biagio è nata più di un secolo fa, certamente in un contesto sociale molto diverso, e si è mantenuta viva grazie alla dedizione e alla passione educativa di molte persone che l’hanno guidata e grazie alla fiducia e all’affetto di molte famiglie che l’hanno frequentata.

Oggi sento la necessità di rilanciare la scelta educativa e pastorale di una scuola parrocchiale, senza pretesa di essere migliori di altri, ma con la consapevolezza di avere ricevuto un grande strumento per i ragazzi e di volerlo utilizzare nella sua specificità e nella sua identità. In un contesto di maggiore complessità e fragilità di molte realtà sociali e culturali, la scuola parrocchiale può offrire, per le sue caratteristiche, un punto di riferimento saldo nella crescita dei più piccoli. L’ispirazione cristiana fa da sintesi per unificare il sapere, la crescita umana e spirituale, le relazioni tra compagni e con i docenti, il giudizio positivo sulla realtà. La persona dell’alunno è messa al centro in una stretta e proficua relazione con l’ambito familiare, nella condivisione dei valori di fondo che sostengono la crescita dei ragazzi. La meta del percorso è l’apertura al mondo, al dialogo e al confronto con ogni persona, alla valorizzazione del bene che lo Spirito semina ovunque in modo differente e fantasioso. Ma perché questo avvenga davvero occorre aiutare i più giovani a costruire la propria identità; occorre fornire alcuni riferimenti certi che facciano da fondamento; occorre sostenere delle buone pratiche che rendano spontanee la ricerca della spiritualità e la solidarietà.

Anche lo sguardo alla scuola paritaria necessita di non fissarsi su pregiudizi o ricordi legati ad altri tempi; non c’è più la scuola privata; è molto cambiato il ruolo dell’insegnante, come l’approccio educativo al ragazzo e il modello della scuola paritaria è stato utile per il rinnovarsi della scuola intera.

In queste settimane occorre iscrivere i figli scegliendo la scuola per chi inizia un nuovo tratto del percorso. Le righe che vi ho scritto vogliono essere l’invito a una riflessione e l’occasione per ricordare a tutta la Comunità che abbiamo una realtà educativa importante per l’educazione dei ragazzi; una realtà di lunga tradizione e in continuo rinnovamento.

Sabato 16 gennaio daremo ancora la possibilità di incontrare la Scuola con un OPEN DAY. Sul sito www.sanbiagiomonza.com potete trovare tutte le indicazioni per partecipare.

Grazie della vostra attenzione e del vostro sostegno.

don Alessandro