La Comunità Pastorale

La nostra è la prima Comunità Pastorale sorta a Monza, fondata giuridicamente l’8 gennaio 2009. Non a caso la prima, perché le tre parrocchie che la costituiscono hanno alle spalle una lunga storia comune fino a tempi relativamente recenti: negli anni settanta dalla parrocchia di san Biagio era stata generata quella di san Pio X e negli anni ottanta la comunità di santa Gemma. Ovviamente in questi anni ogni parrocchia ha assunto caratteristiche proprie ma ancora oggi molti ricordano gli anni nei quali appartenevano ad una sola comunità, in un territorio che si può ben identificare in quanto corrisponde ad una delle cinque circoscrizioni del comune di Monza.

Perché la scelta di questa dedica al mistero dell’Ascensione? Al di là dell’importanza teologica di questo mistero, è sembrato opportuno non aggiungere un altro santo ai tre patroni che sono molto cari ai fedeli delle tre parrocchie. Al tempo stesso è emerso anche un desiderio di originalità, o meglio di più facile identificazione, se è vero che nessuna parrocchia o comunità pastorale della diocesi di Milano è intitolata all’Ascensione. Soprattutto però ci è parso che l’episodio narrato negli Atti dall’evangelista Luca riesca a fotografare nel modo migliore i sentimenti, le paure e le speranze che stiamo vivendo in questo momento pastorale. Innanzitutto il clima di incertezza, che si riflette nella domanda dei discepoli: “Signore è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?” Sappiamo tutti che in questi anni le comunità cristiane stanno cambiando, il fenomeno della secolarizzazione è molto ampio anche in una città dalle forti tradizioni cristiane come Monza: quale sarà il volto della Chiesa nei prossimi anni, quali le scelte da attuare perché il vangelo continui a essere accolto e vissuto dalla nostra gente?

Mi sarete testimoni”.  Questa è la risposta del Signore alle domande dei suoi discepoli: è quell’invito alla missionarietà, che il nostro Arcivescovo continua a ripetere in ogni occasione. Non esiste altra ricetta se non uno slancio di testimonianza che coinvolga tutti i membri del popolo di Dio; una testimonianza oggi richiesta soprattutto ai laici e alle famiglie.

Dopo il distacco del Signore dalla terra i discepoli continuano a fissare i loro occhi al cielo, esprimendo così la loro difficoltà ad avviare un percorso nuovo: è la difficoltà che oggi nelle parrocchie molti vivono nell’intraprendere i nuovi itinerari delle comunità pastorali. E’ Il timore che le nuove aggregazioni comportino la perdita di un certo tipo di relazione pastorale e delle proprie tradizioni educative, senza che si possano raccogliere frutti immediati; fissare gli occhi al cielo esprime dunque il tentativo di rimanere aggrappati al passato, la paura di ciò che è nuovo. Ma l’icona dell’Ascensione contiene già la promessa dello Spirito Santo, la sola forza che spinge a superare resistenze e paure.  Per la nostra città di Monza e per l’intera diocesi è questo il momento di una grande e intensa invocazione allo Spirito: dobbiamo essere consapevoli che le nostre strategie, i nostri progetti sono certamente necessari ma solo se intesi come strumenti di quello Spirito che non viene meno alla chiesa in nessun momento della storia e che nei passaggi più difficili si rivela sempre capace di grande varietà e fantasia, suscitando nel popolo di Dio nuovi  carismi e percorsi di santità.