Icona

“Fu assunto in cielo  e si assise alla destra di Dio”

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Dal VI secolo si afferma l’attuale tipologia che vede nella parte superiore della rappresentazione il Cristo contornato dalla Potenze angeliche e in quella inferiore gli apostoli, la Vergine e gli angeli. Nonostante il Vangelo e gli Atti non ne facciano menzione, era convinzione profonda della comunità cristiana primitiva che Maria fosse stata presente in tutti i momenti importanti  della vita di suo Figlio. Una convinzione passata poi anche nei testi liturgici: “Conveniva che colei che soffrì più di ogni altro nella Passione, quale tua Madre, fosse ricolma di gioia straripante nella glorificazione della tua carne”. (idiomele, ovvero  canto proprio del giorno). Così, da una raffigurazione esteriore dell’evento si era passati a tradurre in immagine il contenuto del mistero contemplato.

La sagoma elegante della Vergine in atteggiamento  orante si staglia scura sugli angeli che indicano il cielo. Lei sola, che è piena di grazia, porta come loro l’aureola, segno della partecipazione alla vita divina. Lei sola, mentre gli apostoli sono rivolti verso il cielo o verso di lei, guarda diritto davanti a sé. Lei sola, infatti, vede, tramite la sua fede luminosa, quel Signore Gesù che la nube ha sottratto ai  loro sguardi e sulla cui veste d’oro rifulge ormai la gloria del Verbo di Dio. Lei che nella fede lo ha concepito e che è stata chiamata “platytera”  (più vasta dei cieli) perché il suo seno ha contenuto Colui che l’universo non può contenere, sarà a sua volta contenuta in Lui, anzi lo è già: l’occhio dello spettatore può forse non percepire che la dimensione dello spazio di luce aperto verso l’alto intorno alla vergine è accordata a quel nimbo glorioso? E la forma di losanga che ne risulta è proprio il simbolo dell’unione del cielo e della terra, del superamento del dualismo spirito-materia in un’unità armonicamente realizzata.

Ma tutto questo avviene ancora nel tempo della storia, ormai segnata dall’intervento costante del Signore glorificato. La sapiente organizzazione degli elementi compositivi imprime infatti all’icona un ampio movimento di rotazione in senso orario: il cerchio glorioso è una ruota solare che gira, e l’estensione del braccio destro di Cristo, rafforzata dal forte spostamento del Suo bacino rispetto alla verticale, ne indica la direzione. Anche gli angeli che sorreggono la gloria partecipano a questo movimento: quello rosso, a destra, più “pesante”, quello verde, a sinistra, più “leggero”. E lo stesso fanno, sulla terra, i due gruppi di apostoli: immobile quello di destra, proteso verso l’alto quello di sinistra. E’ il movimento della volta celeste: da occidente verso oriente, dalle tenebre alla luce; è il movimento invisibile della vita della Chiesa, sempre presente al suo Signore, sempre protesa verso la Sua venuta: “ Lo Spirito e la Sposa dicono: “Vieni!”…Vieni,  Signore Gesù” (Ap 22, 17.20)

Aurel Ionescu