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Ambiti Pastorali

La pastorale familiare

L’ambito della pastorale familiare è trasversale: dalla nascita alla morte tutto è in famiglia, l’ordinario e lo straordinario.

Potremmo così a buon ragione dire che tutta la pastorale parrocchiale è rivolta alla famiglia: l’ordinario e lo straordinario.

Val la pena richiamare che l’ordinario, cioè la celebrazione dei misteri di Cristo nell’anno liturgico, la messa domenicale, la celebrazione dei sacramenti, le attività dell’oratorio, l’adorazione eucaristica, gli esercizi spirituali, la preghiera domestica, il rosario, la meditazione sulla parola di Dio, l’esercizio concreto della carità… costituisce la base e il fondamento della vita cristiana delle famiglie. Diventa quindi prioritario rieducare la famiglia a queste “pratiche” come luoghi di vita e di trasmissione della fede che nella famiglia avviene proprio nella normalità quotidiana. L’attenzione della Chiesa italiana, rivolta in questo decennio al grande tema della educazione, si declina riguardo alla famiglia nella urgente questione della trasmissione della fede, questione che coinvolge evidentemente tanto gli adulti quanto i giovani, i genitori quanto i figli. Mettere al centro questa urgenza significa aiutare le famiglie a vivere secondo il vangelo la loro quotidianità: la quotidianità della vita e la quotidianità della fede. Proposte, incontri, iniziative devono concentrarsi su questo obiettivo e non disperdersi in occasionalità estemporanee e frammentarie per quanto interessanti.

Fatta questa premessa, occorre anche individuare alcuni ambiti privilegiati, mettere a fuoco alcuni momenti della vita della famiglia, facendo tesoro anzitutto delle indicazioni diocesane e delle iniziative già avviate nelle nostre parrocchie, non trascurando, anzi, ponendo particolare attenzione alle indicazioni magisteriali che sollecitano la famiglia ad essere non solo l’oggetto, ma il soggetto della cura pastorale della famiglia stessa.

Volendo descrivere come si svolge la cura pastorale delle famiglie nelle parrocchie della Comunità Pastorale “Ascensione del Signore” potremmo distribuirla su quattro ambiti.

Ambito dell’accoglienza:

–  pastorale battesimale (incontro con i genitori dei battezzandi a cura del “Gruppo Siloe”)

–  pastorale della immigrazione

Ambito dell’accompagnamento

–  incontro per i genitori dei ragazzi dell’iniziazione cristiana e di quelli seguiti dalla pastorale

   giovanile

–  pastorale post battesimale (l’iniziativa prevede un piccolo percorso di trasmissione della

   fede ai figli a partire dalle loro domande a cura del “Gruppo Siloe”)

– percorso di preparazione al matrimonio cristiano

Ambito della condivisione

–  gruppo famiglie

–  “domeniche insieme” con i genitori dei ragazzi dell’iniziazione cristiana

–   incontri per la terza età

Ambito delle sofferenze

–  sostegno alle povertà familiari di varia natura (economiche, relazionali, educative, sociali…)

Nella comunità pastorale operano in questo ambito il Centro Mamma Rita, la Fraternità Capitanio, le Conferenze della S. Vincenzo, il Gruppo Intervento, i doposcuola parrocchiali, l’Associazione Cilla.

Tra gli appuntamenti annuali si segnalano:

–   festa della famiglia (ultima domenica di gennaio)

–   anniversari dei battesimi

–   veglia decanale di preghiera per la famiglia in avvento e quaresima.

Gruppo Siloe, che opera nella parrocchia di S. Biagio, è costituito da un gruppo di famiglie, ha come scopo quello di accompagnare nel percorso di fede i genitori dei bambini prima e dopo la celebrazione del battesimo (es.: momenti di preghiera per bambini, festa degli anniversari del battesimo).

La pastorale caritativa

Nella nostra Comunità Pastorale sono presenti diverse realtà che operano nell’ambito caritativo, tra le quali:

  • le Conferenze di S Vincenzo, presenti nelle tre parrocchie della Comunità Pastorale;
  • il Gruppo Intervento, nella parrocchia di S. Pio X;
  • il Doposcuola di S Biagio gestito dall’”Associazione E-Lab” all’interno dell’oratorio e in forma non organizzata è presente un gruppo di volontari che svolge attività di doposcuola nell’oratorio di S. Pio X;
  • la Cooperativa “La nuova famiglia” che gestisce, all’interno di una struttura parrocchiale, una comunità alloggio per persone disabili.

Queste realtà sono collegate tra loro nella commistione carità, che ha lo scopo di coordinare le diverse iniziative, tenere i contatti con la Caritas Decanale e diocesana, anche per favorire il sostegno ad alcuni dei progetti avviati sul territorio cittadino.

La commissione carità si propone anche di avviare contatti con altre realtà caritative presenti sul nostro territorio.

Gli ambiti verso cui si indirizzano gli interventi concreti a favore delle diverse forme di povertà sono quelle delle indigenze economiche, dei diversamente abili e del sostegno scolastico. A questi si aggiunge anche un servizio di accoglienza degli stranieri ospiti presso strutture parrocchiali adibite a tale scopo, gestite dalla Caritas Decanale di Monza attraverso proprie Cooperative in stretta collaborazione con le parrocchie della Comunità Pastorale.

Tra le iniziative di carità si segnalano in particolare:

  • la giornata nazionale della S Vincenzo, la prima domenica di ottobre nelle tre parrocchie;
  • le raccolte di generi alimentari in Avvento in favore della S. Vincenzo;
  • l’iniziativa mensile “da famiglia a famiglia” gestita dalla S. Vincenzo per un aiuto continuativo a famiglie che si trovano in particolare stato di bisogno economico;
  • la raccolta di offerte per il sostegno ai doposcuola parrocchiali in occasione del Natale e della Pasqua;
  • la raccolta fondi organizzata dalla Onlus “Associazione sostenitori ospedale S. Gemma in Tanzania” sorta nella parrocchia di S. Gemma a sostegno dell’”Ospedale S. Gemma Center” in Tanzania a Dodoma.

La pastorale missionaria

 

La Chiesa esiste per la missione, perché in ogni tempo e in ogni luogo della storia umana si manifesti a tutti gli uomini la grazia del Dio che salva. In questi ultimi anni è emerso con chiarezza che l’incontro con il vangelo non è scontato neppure in una città di grandi tradizioni cristiane come Monza. La conoscenza, l’amicizia e la solidarietà con le giovani Chiese cristiane aiuta una comunità a tenere viva l’attenzione per l’evangelizzazione.

Primo compito del Gruppo Missionario è pertanto quello di animare e comunicare vita e spirito missionario a tutta la comunità, custodendo la memoria della dimensione missionaria di ogni vocazione cristiana, condividendo e testimoniando la propria fede ai “lontani” (dalla pratica della fede) e rimanendo attenti a coloro che “vengono da lontano” (gli immigrati sul nostro territorio).

Il gruppo missionario si impegna a sostenere iniziative che favoriscono la conoscenza delle giovani Chiese e l’amicizia con i missionari. In particolare i fedeli delle parrocchie di S. Biagio e S. Pio X sostengono l’azione missionaria delle Suore Missionarie dell’Immacolata del PIME e delle Suore Salesiane con le adozioni a distanza.

La commissione missionaria suggerisce iniziative di preghiera e di testimonianza soprattutto nel mese missionario di ottobre e in occasione della Giornata dei Missionari martiri (24 marzo). Una particolare valorizzazione viene riservata alla figura della venerabile Madre Fernanda Riva, missionaria canossiana, nata nel 1920 nella parrocchia di S. Biagio e morta nel 1956 a Bombay in India.

L’impegno culturale

Se con il termine “cultura” si intende l’insieme delle espressioni spirituali e materiali che nascono dalla visione della vita di una persona o di una comunità e che connota le relazioni tra gli uomini dando un senso al vivere sociale e alla storia, tutto questo non può essere trascurato dall’impegno missionario che la nuova evangelizzazione richiede.

Infatti un aspetto tipico della società secolarizzata, in cui anche la nostra comunità vive e interagisce, è l’indifferenza ai valori religiosi e, più in generale, la mancanza di punti di riferimento specialmente tra la popolazione giovanile.

L’azione culturale della nostra Comunità Pastorale dovrà quindi tendere a creare le premesse per un rinnovato annuncio di fede attraverso forme di incontro e di testimonianza che facilitino il dialogo con chi si sente estraneo alla Comunità e alla sua vita di fede e che arricchiscano di nuove esperienze umanamente e cristianamente valide quanti possono trovarvi un rafforzamento nella loro adesione alla Chiesa.

In questa prospettiva non si intende trascurare nessuna forma tra le possibili iniziative culturali, anche se si privilegeranno quelle già attuate che hanno riscontrato maggior rispondenza (es.: pellegrinaggi parrocchiali).

In particolare ricordiamo gli incontri caratterizzati da un tema di attualità realizzati attraverso dibattiti, proiezioni cinematografiche, mostre. Sara valorizzata anche l’attività musicale che nella parrocchia di san Biagio ha espressioni significative (es.: Coro S. Biagio).

Più in generale si possono indicare come linee di tendenza il recupero delle tradizioni culturali religiose che hanno alimentato nel passato la vita spirituale del nostro territorio e, assieme, l’attenzione ai problemi che la società attuale pone, anche a livello nazionale e internazionale, e che condizioneranno la vita delle future generazioni.

Si intende quindi dare uno spiccato carattere educativo alle iniziative che si attueranno, prestando particolare attenzione ai giovani.

Non va infine dimenticato che la stretta connessione tra la nostra Comunità e la città di Monza ci impegna a svolgere anche iniziative che varchino i limiti delle nostre parrocchie e nel contempo ci invita a prestare attenzione a quelle manifestazioni cittadine di ispirazione cristiana che possono arricchire anche i fedeli della nostra Comunità.

Una delle più innovative proposte per la formazione degli adulti è senza dubbio quella dei Gruppi di Ascolto della Parola di Dio.

Va innanzitutto tenuto presente il loro scopo, quello cioè di “aiutare i fedeli a conoscere e leggere personalmente e in gruppo la Bibbia, nel rispetto della sua identità teologica e storica; favorire l’incontro diretto dei fedeli con la Parola di Dio scritta, in modo da saper ascoltare, pregare, attualizzare a attuare la Parola nella vita quotidiana “ ( Cei , la Bibbia, n. 21 ).

Un aspetto dei gruppi di ascolto è la dimensione familiare che riesce a coinvolgere anche persone che normalmente non frequentano altri momenti formativi o che non partecipano in modo preciso alla vita della comunità, offrendo loro una possibilità di riflessione e di ripresa di cammini di fede interrotti o trascurati.

Nei gruppi di ascolto la Parola di Dio è accolta, meditata e pregata insieme, con il desiderio di incarnarla nel quotidiano. Il ritrovarsi nelle case, il prestare attenzione ai rapporti personali, risulta un modo concreto per avvicinare le persone, per creare reali possibilità di conoscenza e di amicizia, capaci molte volte di superare situazioni di solitudine. Un altro obiettivo risulta così quello di rendere la comunità più attenta all’annuncio del Vangelo ai fratelli che vivono ai margini della realtà ecclesiale, i cosiddetti “marginali o lontani “.

Potremmo dire sinteticamente che i gruppi di ascolto sono “un’esperienza comunitaria di lectio divina “. Essa consiste nel ricercare insieme il significato del testo biblico, guidati dall’animatore del gruppo; in secondo luogo, nel comunicarsi quanto il brano della Scrittura rivela a ciascuno; in terzo luogo, nel condividere la preghiera che l’ascolto della Parola di Dio ha suscitato.

L’esperienza dei gruppi di ascolto è attualmente presente ed operante nelle tre parrocchie che costituiscono la nostra comunità pastorale. Il percorso annuale è quello proposto dalla Diocesi attraverso l’utilizzo di un testo biblico che normalmente fa riferimento al Piano Pastorale dell’Arcivescovo.